Con la creazione del termine “Sloptimism”, l’artista Daniel Keller ha provato a circoscrivere l’attuale clima di spensierata accettazione dell’estetica dello Slop, ovvero il look patinato delle immagini create con IA e diffuse su internet. Per descrivere il sentimento attraverso immagini o eventi, basta citare Il video recentemente pubblicato da Macron su X, questa cattura schermo di Mark Zuckerberg che reagisce allo Slop di Facebook, la copertina dell’album Songs For A Nervous Planet dei Tears for Fears, l’Italian brainrot mostrato a un anziano ignaro di ciò che sta vedendo. 

Nella definizione di Keller, però, ”Sloptimism” serve a descrivere un panorama che si estende ben oltre le immagini create con IA, delineando più ampiamente un mondo in cui il titolo clickbait è la notizia, la viralità è il compenso più ambito, l’attenzione è la merce più preziosa. Le dinamiche che caratterizzano l’era dello sloptimism hanno molto a che vedere con il concetto di iperrealtà teorizzato da Baudrillard: l’incapacità della coscienza di distinguere la realtà da una sua simulazione, fino a che “la realtà perde le sue origini, la mappa precede il suo territorio e i segni possono solo indicare altri segni.” 

Il video su Gaza immaginata come un grande resort che il presidente americano ha pubblicato su X a fine febbraio è solo l’ultimo di una serie di inquietanti operazioni di propaganda politica attraverso lo slop (qualcuno ricorda il padre incinto di Salvini?). Come molti politici contemporanei hanno capito, l’assuefazione all’estremamente “strano” può sostituire qualsiasi tentativo di pensiero critico: se tutto è strano, niente lo è. Lo scrittore e designer Silvio Lorusso spiega la “stranezza” delle immagini generate da intelligenze artificiali facendo riferimento a due linguaggi visivi nati dalla loro diffusione. Per Lorusso, le immagini che rispecchiano quella sfrontata e ricercatissima stranezza tanto bramata da chi sperimenta con Deepdream, Mid Journey o Dall-E, appartengono alla categoria “Normie Weird”: uno “strano” completamente piatto, che “rassicura la nostra nozione di stranezza” mostrandosi come “esattamente quello che ti aspetti da un’immagine strana”. A questa idea di strano conforme, Lorusso contrappone il “Weirdo Weird”, una stranezza realmente disturbante cui istanza è possibile incontrare solo guardando ai cortocircuiti tra immagini create con IA e mondo fisico.

Un esempio, per Lorusso, sono le fotografie del tragico Willy’s Chocolate Experience a Glasgow, un evento per bambini annunciato tramite un sito web con immagini di puro Slop e rivelatosi nient’altro che un decadente appuntamento in un parcheggio grigio: un expectation vs reality che ha scatenato la furia dei genitori e la richiesta di un rimborso totale del biglietto d’entrata da 35 sterline. Il Weirdo Weird è spesso causato dai scontri inaspettati tra il gloss irreale dello Slop e il mondo al di fuori di esso, gli stessi scontri che il teorico James Bridle – autore di Nuova era oscura (2019) – archivia in un blog chiamato “The New Aesthetic” dal 2011. Uno tra gli ultimi post del blog riporta la notizia del ritrovamento di migliaia di brani identici generati da IA su Spotify che, secondo alcune fonti, servirebbero alla piattaforma stessa per per riempire le sue playlist sfuggendo all’obbligo di pagare royalties alle case discografiche. 

Ascoltando questi brani, riuniti in una playlist da un utente, ecco il Weirdo Weird fare capolino tra le paludi della piattaforma: una ripetizione degli stessi suoni in centinaia di canzoni solo leggermente diverse le une dalle altre, provenienti da account dalle origini sconosciute: il Magnum Opus dello slop. 

Secondo Lorusso, le “immagini slop saranno anche kitsch, oleografiche, patinate…ma come sostiene Rob Horning, la ‘verità’ di un’immagine sta nell’uso, e si possono dire e fare cose intelligenti anche a partire dal gattino più cute o dall’abbraccio di Gesù più melodrammatico”. 

Oggi, mentre i testi scritti dai language model inondano internet, la scrittura giornalistica somiglia sempre di più al copywriting commerciale, e i prompt diventano statement politici, è davvero possibile una ribellione? Lo Sloptimism, intanto, si aggira subdolo tra le nostre azioni quotidiane, plasmando dalla politica all’economia, fino ai nostri meme preferiti. 

 

Bio

Nata a Roma nel 2001, Arianna Caserta è scrittrice e studiosa di film studies la cui area di ricerca verte attorno alle ibridazioni tra audiovisivo e cultura internet, con un focus su identità e autonarrazioni online.