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Geert Lovink, Alfie Bown , Isabel Millar, Matthew Fuller, Eyal Weizman (forensicarchitecture), Vincenzo Estremo, Paolo Caffoni , Claudia Attimonelli, Domenico Quaranta, Francesco D’Isa, Alessandro Gelao, Clusterduck, Daniele Falchi, Arianna Caserta et al.

Con questo spoiler vi presentiamo e ringraziamo gli autor* che hanno accolto il nostro invito, grazie.

Siamo molto felici perchรฉ questo volume raccoglie i contributi di alcune delle figure piรน autorevoli nei nostri campi di ricerca, insieme a quelli delle ricercatrici e dei ricercatori piรน giovani. รˆ un volume di pensiero transgenerazionale ma รจ anche il primo di una serie che non si fermerร  qui. Torneremo presto presentando tutti gli altri autor*, i contenuti e i contributi, la copertina, l’editoriale e tutto il resto.

MEDIAL DISORDERS. Interpretive and non-statistical compendium of technological disorders (vol I) รจ un volume – primo di una serie – che intende riflettere sul concetto di disordine mediale, neologismo che si riassume in una visione della tecnologia come organismo neutrale in grado di sviluppare una serie di patologie a causa dellโ€™influenza umana.
Non si patologizza dunque la tecnologia in sรฉ, ma il modo in cui viene applicata. Si tratta quindi di un passaggio concettuale che riporta da un lato la responsabilitร  ultima di ogni utilizzo della tecnologia allโ€™essere umano stesso, a chi la programma, a chi la gestisce, a chi la organizza come forma di potere attraverso discorsi e strutture. Ogni patologia possibile rappresenta dunque un utilizzo distopico, dannoso o negativo per umani, non umani ed ecosistemi.